Repertorio
Passato

Sinceramente Bugiardi Nautilus

Sinceramente Bugiardi

di Alan Ayckbourn

regia di Piergiorgio Piccoli

Classica commedia degli equivoci in stile inglese, sostenuta da un dialogo brillante ed un umorismo coinvolgente. Sul palco le vicende di due coppie s’intrecciano in un’interminabile serie di malintesi, grazie ad un piacevole gioco delle parti che si regge sul filo ironico della bugia e dove una coppia sposata desidererebbe non esserlo, mentre l’altra, che non lo è, vorrebbe tanto esserlo.

Cena in Famiglia Nautilus

Cena di Famiglia

di Eric Assous

regia di Piergiorgio Piccoli

Tre fratelli, cenando con le rispettive consorti, scoprono che la segretaria, un'affascinante creatura che loro hanno ben conosciuto, è stata invitata. E' subito il sospetto per le mogli e il panico per i mariti...
Eric Assous ci mostra le meschinerie, le vigliaccherie, le cattiverie insospettabili in una famiglia apparentemente unita. Il riso è immediato: tutte queste cattiverie dette con candore, o con evidente malafede, sono irresistibili.
Lasciatevi invitare a questa cena, divertente dall'inizio alla fine, non sarete delusi.

Nodo alla Gola Nautilus locandina

Nodo alla Gola

di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese
(liberamente tratto da “Nodo alla gola” di Alfred Hitchcock)

regia di Piergiorgio Piccoli

Due giovani studenti, Brandon e Phillip, nutriti di idee superomistiche, uccidono, solo per il piacere del gesto, il loro amico David, strangolandolo con una corda, e nascondono il suo corpo in un cassone del loro salotto, sul quale imbandiscono la tavola per un party poco prima che arrivino gli ospiti. Il testo, coinvolgente e affascinante, è tratto dalla pièce “Rope” di Patrick Hamilton, è ispirato ad un avvenimento di cronaca nera, l’assassinio di un bambino commesso nel 1924 in cui la vittima fu scelta a caso, e il crimine aveva il solo scopo di “commettere un delitto” per il gusto estetico di compierlo).
Lo spettacolo che ne è nato è comunque un godibilissimo giallo, anzi, un thriller, con numerosi spunti di riflessione, ma anche con gustosi momenti di umorismo nerocon un finale a sorpresa rispetto all’originale che lascia gli spettatori attoniti ed emotivamente coinvolti.

Dora, un caso d'isteria! Nautilus locandina

Dora, un Caso d'Isteria!

di Pablo Silva

regia di Piergiorgio Piccoli

Lo spettacolo “Dora, un caso d’isteria!”, basato sulla storia clinico/reale “Il caso Dora/analisi frammentaria di un caso d’isteria” scritta agli inizi del XX secolo dal padre della psicoanalisi il Dottor Sigmund Freud, è sviluppato sotto forma di commedia umoristico-grottesca.
Il testo racconta quindi, con un fantasioso e divertente cambio di personaggi, il celebre primo incontro tra l’isterica più famosa e il suo dottore, l’inventore della psicoanalisi, Sigmund Freud.
L’isterica, elettrizzante e folle Dora farà venire a galla i sogni erotici, la tosse isterica, il transfert e il complesso di Edipo, il tutto ovviamente sempre in chiave di grottesco delirio e con graffiante, squisita comicità.

Prima Pagina Nautilus locandina

Prima Pagina

di Ben Hecht e Charles Mac Arthur

regia di Piergiorgio Piccoli

Siamo nella Chicago della fine degli anni cinquanta.
Tutti i giornalisti aspettano all’interno della sala stampa del tribunale l’esecuzione di un anarchico condannato per omicidio.
Il reporter Hildy Johnson ha deciso di sposarsi e abbandonare la vita del cronista per quella del pubblicitario. Burns, la direttrice dell’Examiner decide che il suo reporter è troppo importante per il giornale e non esita a tramare per mandare a monte il suo matrimonio.
Tra sotterfugi e colpi di scena, Hildy Johnson, va a realizzare il suo ultimo servizio. Il condannato in fuga cade tra le sue grinfie, sfugge alle insidie della polizia corrotta e inizia un nuovo cammino, come il cinico reporter.
La voce incalzante della direttrice, la frenesia della fuga, i vivacissimi guizzi ironici caratterizzano il succedersi delle scene, che scivolano via nello scorrere della storia, legate dal filo del telefono che collega ambienti, vicende e personaggi. Alla fine, il grottesco, la risata e l’ironia non spezzano il giudizio di condanna che traspare dal testo, per un mondo che vorremmo non esistesse più.
Cinismo, spregiudicatezza, la notizia a tutti i costi, la vita privata al servizio dello scoop, rappresentati con un sentire grottesco ed esasperato. Sullo sfondo la critica alla pena di morte, con la possibile condanna di un uomo innocente, la corruzione di chi la giustizia dovrebbe applicarla, anziché scavalcarla per fini personali.
I fantasmi del giornalismo d’assalto, tutti insieme appassionatamente, popolano la scena di Prima pagina in quel tribunale e in quella Chicago del passato, che in realtà potrebbe essere di oggi.

Tessitrici d'Amore Nautilus locandina

Tessitrici d'Amore

tratto da "Per Voce di Donna" di Marina Marcolini

regia di Anna Zago

Percorso poetico attraverso la voce e il respiro di sedici donne che hanno visto e toccato Gesù. Sedici donne che grazie a quest’incontro sono fiorite nelle mano di Dio. Le loro testimonianze trasmettono e fanno concretamente percorrere allo spettatore un cammino di ascesa verso la luce, la luce della speranza.
La voce di queste donne, incontrate dal pubblico alternativamente da sole o in gruppo, costruisce un tessuto luminoso che prende forma all’interno del Nuovo Testamento. Lo spettatore percorre le loro vite, che nella fede si sono fatte poesia, così come percorre i luoghi della rappresentazione, che nel contesto del rapporto fra vita e luogo assumono la valenza di luoghi teologici. “La voce delle donne si fa luogo teologico attraverso il femminile” (Ermes Ronchi).
I diversi volti delle protagoniste incarnano i volti di tutte le donne che decidono di abbandonare la solitudine del sospetto, l’isolamento dell’estraneità e la paura dell’altro per tessere una vita dedita alla condivisione, all’amicizia, alla comunione e all’accoglienza; in un inno alla generosità che è anche inno al recupero della femminilità intesa come fonte di vita e di apertura al mondo dello spirito.

Donne di Venerdì Nautilus locandina

Donne di Venerdì

di Antonio Zanetti

regia di Anna Zago e Piergiorgio Piccoli

Tre ragazze che condividono un appartamento, tre loro amiche in visita, alcune telefonate anonime, un marito birichino e un amico un po’ maldestro: ecco gli ingredienti di questa commedia d’attualità. Le sei donne hanno da tempo scelto di dedicare a se stesse una sera alla settimana: il venerdì. Questo è il giorno in cui queste amiche, la sera, si ritrovano per parlare, giocare a carte, divertirsi nei modi più assurdi, ed è proprio in una di queste sere che qualcosa viene a turbare la serenità del “gineceo”. Un fantomatico maniaco prima le spaventa, poi le fa arrabbiare e infine entra a far parte della quotidianità delle ragazze, dando il via ad una serie di episodi la cui comicità scaturisce dai caratteri delle protagoniste e dai rapporti che si vengono a creare tra di loro. Le vicende scivolano con brio e vivacità in un contesto attualissimo e facilmente riconoscibile nella vita di molte donne in età tra i 30 e i 40 anni. Gli uomini, come spesso nella vita, fungono da elemento disturbatore, così l’armonia che le protagoniste erano riuscite ad instaurare viene messa a dura prova fino alla soluzione di tutti gli intrighi che si risolveranno con soddisfazione di tutti e con una buona dose di divertimento.

La moglie, l'amante e il monsignore locandina

La Moglie, l'Amante e... il Monsignore

di Roberto Fera

regia di Daniele Berardi

Pur di ottenere un insperato posto in banca il giovane Ettore, nipote del Monsignor Maini, diventa l’amante della signora Campogallo, moglie del banchiere. I due si rendono presto conto di quanto sia duro e rischioso il “mestiere“ dell’amante, perché la vicenda diventa sempre più ingarbugliata e divertentissima, grazie anche all’intervento di una vecchia zia creduta morta, di un’equivoca donnina e di una cameriera con bebè, e a nulla servono gli interventi dello zio prelato per salvare Ettore da una rovinosa valanga di disavventure.

Il giglio nero Nautilus locandina

Il Giglio Nero

di Piergiorgio Piccoli

regia di Piergiorgio Piccoli

Rhoda è una ragazzina dai modi impeccabili e sempre ubbidiente, tutti rimangono rapiti dalla sua dolcezza e dalla sua educazione; solo la madre si preoccupa per la troppa ambizione della figlia, che desidera sempre primeggiare in tutto, senza porre limiti alla sua infantile ma acuta determinazione. Dopo la morte accidentale di un compagno di classe di Rhoda, che aveva vinto un premio di cui lei si sentiva in pieno diritto, la storia comincia ad assumere aspetti inquietanti. La terribile impazienza di Rhoda e la sua malsana voglia di ottenere subito quello che le viene promesso non appaiono più quali semplici caratteristiche di ingenuità e franchezza infantile (come sostiene bonariamente la vicina di casa), ma nascondono qualcosa di profondamente legato all’indole naturale della ragazzina, al suo misterioso bagaglio genetico. L’immagine della “famiglia perfetta” viene completamente stravolta in un crescendo di tensione a cui è difficile restare indifferenti. Ecco quindi l’aprirsi di un dibattito, da parte di due esperti criminologi, sull’ereditarietà delle pulsioni negative negli esseri umani, su come gli atteggiamenti mentali, comportamentali ed attitudinali delle persone, fin dalla più tenera età, possano essere condizionati anche da qualcosa che viene tramandato di padre in figlio, oltre che dall’ambiente di vita. Le certezze dei due genitori crollano, e si apre allo spettatore una riflessione sull’educazione dei figli e sul loro relazionarsi con una società che, in ogni tempo, dovranno accettare ed imparare a conoscere, mentre la vicenda sfocia in un finale vibrante che non fa sconti a nessuno di fronte all’imprevedibilità del destino. Lo spettacolo è ispirato al primo, coraggioso romanzo in cui fu descritto al meglio l’ambiguo comportamento di uno di quei bambini dolci e affettuosi, ma al tempo stesso malvagi, che hanno costellato la letteratura e il cinema a partire dagli anni ’50, e che tuttora non hanno smesso di turbarci.

La casa di Bernarda Alba Nautilus

La Casa di Bernarda Alba

di Federico Garcìa Lorca

regia di Anna Zago

«Sentite questo silenzio? Ebbene, c’è una tempesta in ogni camera». Questa battuta, pronunciata dalla governante Ponzia, riassume l’intento del nostro studio, ovvero l’approfondimento e l’indagine dei sentimenti in cui i protagonisti sono imprigionati, come in stanze senza uscita, e delle relazioni familiari malate che ne sono l’origine.

I conflitti tra desiderio e convenzione, tra diritto e dovere, tra immaginazione e coercizione ribollono non trovando pace, trasformandosi ben presto in una tempesta rinchiusa dentro le spesse mura bianche di una casa rurale. Mura senza porte e senza finestre, tempesta senza tuoni, silenziosa, la cui unica voce è la sete che attanaglia gli animi.

Chi può proibire ad un’altra persona di provare dei sentimenti, di scegliere, di amare? Non sono queste le possibilità che ci rendono umani?

La Presidentessa

di Charles-Maurice Hennequin e Pierre Veber

regia di Daniele Berardi
(consulenza artistica di Piergiorgio Piccoli)

La vita scorre tranquilla e un po’ monotona nel borgo provinciale di Gray, con scarse soddisfazioni professionali e familiari. Ma se quasi contemporaneamente piombano in casa del Presidente del Tribunale un’avvenente attricetta di varietà e l’apparentemente irreprensibile Ministro della Giustizia, ecco che le vicende si complicano, i ruoli si confondono e gli equivoci si amplificano, trascinando i protagonisti fin negli austeri palazzi governativi di Parigi, in una girandola di scoppiettante comicità che trascinerà tutti verso il lieto fine.
Questo allestimento si rifà allo spirito del vaudeville, dove i personaggi e le situazioni si susseguono vorticosamente, con il contorno di musiche belle époque, all’insegna del puro divertimento.

Il Libertino - Nautilus

Il Libertino

di Aldo De Benedetti

regia di Piergiorgio Piccoli e Daniele Berardi

L'impiegato Arduino Rossi è un uomo senza carattere e succube degli altri, che conduce una vita monotona e ripetitiva tra il lavoro al ministero delle finanze e la casa, dove vive con una moglie indolente, ipocondriaca e dedita ai medicinali, una suocera arcigna e autoritaria e un suocero, giocosamente alienato. Da un incontro fortuito, una domenica pomeriggio, con un'affascinante ragazza (in realtà una bella entraîneuse) nasce l'occasione per un appuntamento nell'appartamento della donna. L’incontro avrà risvolti ben diversi da quelli previsti dallo sprovveduto aspirante dongiovanni, e finirà in modo inaspettato, tanto da portare Arduino a “sognare” un seguito della vicenda in modo alquanto tragico. Al risveglio il «libertino» si renderà conto che la realtà è ben diversa, ma ugualmente intricata.