La Moglie, l'Amante e il
Monsignore
COMMEDIA DI ROBERTO FERA
REGIA DI DANIELE BERARDI
ATTI: 2
DURATA: 90 min.
Pur di ottenere un insperato posto in banca il giovane Ettore, nipote del Monsignor Maini, diventa l’amante della signora Campogallo, moglie di un banchiere. I due si rendono presto conto di quanto sia duro e rischioso il “mestiere” dell’amante, perché la vicenda diventa sempre più ingarbugliata e divertentissima, grazie anche all’intervento di una vecchia zia creduta morta, di un’equivoca donnina e di una cameriera con bebè, e a nulla servono gli interventi dello zio prelato per salvare Ettore da una rovinosa valanga di disavventure.
Il titolo strizza l’occhio alla commedia degli anni ’60 e ad un tipo di comicità che ha il suo punto di forza nel prendere in giro i vizi della borghesia. La messa in scena della compagnia Nautilus crea un vortice di equivoci, spassosi sottintesi e scambi di persona, in un crescendo di situazioni esilaranti. Le situazioni comiche sfociano ben presto in complicazioni farsesche, dove i surreali imprevisti e le caratterizzazioni dei personaggi trascinano nel puro divertimento.

PERSONAGGI / INTERPRETI:
Silvana - Maria Grazia Iellamo
Ettore - Federico Bruno Calearo
Ortensia - Anna Battocchio
Franco - Paolo Maneschi
Monsignor Maini - Matteo Zandonà
Zia Enrica - Federica Omenetto
Corinne - Cristina Mion
REGIA: Daniele Berardi
LUCI e SCENE: Sergio Baldin
u003ch2u003eNote di u003cstrongu003eRegiau003c/strongu003eu003c/h2u003e
u003cpu003e“Se c’è un tempo in cui il teatro greco deve essere presente, e presente come teatro, esso è questo che stiamo attraversando.” (Carlo Diano, Opere, Bompiani, 2022)nnL’allestimento si ispira all’installazione di Michelangelo Pistoletto, Venere degli stracci (1967): una riproduzione in cemento di una statua neoclassica si erge davanti ad un cumulo di indumenti dismessi, in un dialogo drammatico tra passato e presente, ideale e reale.nnEcco la bellissima Medea, scartata come una scarpa vecchia, che guarda a cosa le resta: l’abito, anzi un intero guardaroba, sontuoso, colorato, espressione della sua irrefrenabile vitalità e sensualità, anche ora che un mondo cupo e borghese la schiaccia e la esclude, perché diversa.nNella spirale dell’abbandono e della perdita dello status quo, tutto diventa caos e si riduce a scarto, cencio molle.nnL’abito è centrale in Medea tanto per Euripide che per Pierre Corneille. In quest’ultimo, da dono di nozze si trasforma in oggetto feticistico.u003c/pu003e
u003ch2u003eRassegnau003cstrongu003e Stampau003c/strongu003eu003c/h2u003e